Cosimo M. Pirelli nasce a Patù (LE), nel cuore del Salento, il 25 novembre 1968, intraprende fin da giovane un
percorso di studio che unisce tecnica e creatività, completando gli studi di architettura presso l’Università degli Studi di Firenze nel luglio del 1995. L’anno successivo consegue l’abilitazione
alla professione e nel gennaio del 1997 si iscrive all’Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce, aprendo il proprio studio, luogo di sperimentazione e ricerca progettuale.
Fin dagli esordi, la sua attenzione si concentra sul potere comunicativo delle immagini tridimensionali: rappresentare un edificio come modello fotorealistico diventa un modo per avvicinare il
cliente al progetto, per condividere intuitivamente le scelte di materiali, colori e luci. “Progettare un edificio come modello fotorealistico – ama dire – significa
unire architetto e committenza nella lunga strada che porta alla realizzazione dell’opera, rendendo tangibile ciò che prima era solo immaginato.”
Nel corso di oltre trent’anni di attività, ha sviluppato una profonda competenza nell’edilizia privata e nei lavori pubblici, affrontando con passione la progettazione architettonica, il restauro e
la ristrutturazione di edifici esistenti, la direzione dei lavori e la sicurezza nei cantieri. Ogni progetto è per lui una narrazione di luce e materia, una continua ricerca di equilibrio tra
innovazione e memoria del luogo.
L’ispirazione nasce dal dialogo tra stile contemporaneo e tradizione salentina: la pietra calcarea e il tufo si incontrano con la morbidezza del legno, le superfici intonacate bianche si alternano ai
toni pastello, mentre le ampie vetrate creano connessioni fluide tra interno ed esterno. Le forme sono razionali e misurate, gli arredi essenziali e integrati, coerenti con un linguaggio
architettonico che privilegia l’armonia e la proporzione.
Ogni progetto prende vita dallo studio meticoloso della luce. L’illuminazione naturale e quella artificiale vengono orchestrate come elementi scenografici, attraverso accurati progetti
illuminotecnici e rendering fotorealistici che restituiscono atmosfere diurne, notturne e dinamiche. Tutto converge verso una visione chiara: ricercare uno stile fondato sull’equilibrio, in cui la
tecnica si fonde con l’arte e la razionalità dialoga con l’emozione.
"In questa visione, l’architettura non è mai solo costruzione, ma un gesto estetico e culturale, un ponte tra luce e materia, tra il paesaggio e l’anima di chi lo
abita".